Storia

Gli inizi, nel 1982, non sono dissimili da quelli - "pionieristici" - di tante altre squadre, raccolte intorno alla nascente Federazione di "Gionni" Colombo, ospitata presso il suo Hotel Manin di Milano.
Paolo Pandolfi, cornerback anconetano degli Angeles di Pesaro, convinto che anche ad Ancona esista la possibilità di creare una squadra di football americano ed incoraggiato in tal senso dallo stesso presidente degli Angels, Maurizio Terenzi, e da Jerry Douglas, allenatore in servizio presso la base NATO di Rimini, affigge per tutta la città un volantino/invito per un primo allenamento alla parco della Cittadella. La risposta oltrepassa qualsiasi aspettativa e raccoglie, intorno ad una palla ovale arrivata dagli States, un folto gruppo di giovani anconetani provenienti, soprattutto dal punto di vista politico, dai più diversi background, dando vita non solo ad una nuova realtà sportiva ma, anche, ad un esperimento - unico nel suo genere - di riappacificazione generazionale e sociale, così importante in quegli anni anche per la nostra citta'.
Grazie al sostegno di Luigi Dal Cere' (nostro "ambasciatore" presso le autorità calcistiche locali, che guardano con diffidenza la nascente concorrenza), al CUS -Ancona presieduto da Fabio Fiore, alla sponsorizzazione della "Ancona Carni", all'aiuto della Federazione (che iscrive la squadra al suo primo campionato, pur senza le necessarie garanzie economiche), alla collaborazione del presidente degli Angels Pesaro Terenzi (che "presta" i propri giocatori per l'organizzazione di un evento il cui successo permetterà ai Dolphins l'acquisto delle necessarie attrezzature), all'infaticabile coordinamento amministrativo della segretaria del club Franca Fiumani, prende vita quella che oggi, a distanza di 34 anni, è una splendida realtà.
La 1° amichevole viene giocata il 23/03/83 contro i Crabs Pescara, nel 1984 la squadra arriva 2° al Trofeo Stefanel a Cattolica e partecipa al suo 1° Campionato di Serie B. A fine stagione Luca Bargilli, diviene responsabile per conto del CUS. Dopo 2 anni in B, nel 1986 la squadra guidata da Frank Albani, vince il Girone Centro Sud e la Coppa Disciplina e disputa il Silverbowl, approdando in A.
Nel 1987, la squadra battezzata dalla Gazzetta dello Sport “la matricola terribile” raggiunge i Play Off in A, dove si arrende solo all’ultimo quarto ai Rhinos, pluricampioni d’Italia. E’ l’anno degli USA Meyer e Walters, QB Manfredini.
Il 1988 esprime la fine di un ciclo con la retrocessione in A2. Con un sussulto organizzativo di alto livello viene organizzato il Superbowl allo Stadio Dorico tra Warriors Bologna e Frogs Legnano, con un grande successo di pubblico. Nel 1989 la dirigenza passa nelle mani di Marco Pigini. Una buona annata (americani Jeff Mitchell e Bob Ladson) con i playoff persi contro i Cinghiali Piacenza e poi grande stagione nel 1990 con coach John Harper e gli USA Sean Russell e Steven Boadway, semifinale playoffs presa contro i Pharaones. Nel 1991 arriva l’istrionico Robert Miller insieme a Rik Parker, Tommy Riniker e Casey Campbell. Ancora una bella stagione finita in semifinale contro gli Apaches Firenze.
Nel 1992 Miller alla guida con Eric Wixom in cabina di regia. Playoffs persi contro i Saints Padova, e Dolphins ripescati in massima serie. Nel 1993 in serie A stagione rimediata nel finale. Il coach George Swade e il QB Willie Reyna sono sostituiti da Steven Boadway che con Jarrett Scales salva i dorici dalla retrocessione nello spareggio contro i Giaguari Torino.
Nel 1994 la squadra si rafforza con i giocatori dei dissolti Angels Pesaro, Brothers Macerata e Crabs Pescara, diventa regionale e si trasforma in “Marche Team Dolphins”. Coach Jon Steffenhagen e QB Robert Santos.
L’anno successivo (1995) cambio ai vertici, è il turno di Paolo Belvederesi e del suo alter ego Vittorio Sargiacomo. Con coach Bradford Collins e il fenomenale Robert Santos i Dolphins volano in semifinale scudetto per la prima volta nella storia. Avversari i Frogs Legnano che la spuntano per un solo punto (28-27) a pochi secondi dalla fine.
Nel 1996 i Dolphins, guidati da coach Chris Lake e dal QB Per Larson, sostituito a metà stagione da Jerry Alton, si fermano al 1° turno di play-off ancora contro i Frogs. Per la 2° volta il Superbowl è organizzato allo stadio Dorico.
Il 1997 è un campionato travolgente, vinto il girone di qualificazione e poi semifinale scudetto di nuovo contro i Frogs. Cambio ai vertici, è la volta del presidente Carminio Gambacorta.
Nel 1998 dopo una stagione al di sotto delle aspettative i Dolphins raggiungono ancora la semifinale nelle ultime partite, eliminati dai Lions Bergamo poi Campioni d’Italia.
Stagione mediocre nel 1999, i Dolphins perdono 6 partite di fila e reagiscono solo nel finale, eliminati poi a colpi di carta bollata dai Cardinals Palermo e dal Giudice Sportivo. Nel 2000 rinforzati da un manipolo di bolognesi, c’è l’esordio internazionale in Champions League. Inizia l’epoca del presidente Antonio Recchi.
La riscossa arriva immediatamente e nel 2001, i delfini riescono a qualificarsi ai quarti di finale alla 2° partecipazione nel campionato europeo, ma vengono eliminati ancora dai Vikings Vienna. In Italia disputano il 1° Superbowl, perso 24-30 con i Lions Bergamo, campioni d’Europa in carica, dopo una partita sempre in bilico.
Nel 2002 i Dolphins confermano i quarti di finale europei battendo in casa Innsbruck Raiders e Panthers Praga, e cogliendo il loro 1° successo fuori dai confini italiani nel ritorno con gli austriaci. Anche in Italia si propongono come unici avversari della corazzata bergamasca e approdano al 2° Superbowl, a Bolzano. Ancora una volta i Dolphins mettono alle corde i campioni in carica che la spuntano per un solo touchdown, 14-21 il risultato finale. Nuovo avvicendamento ai vertici, sale in cattedra Gianluigi Luchena.
La stagione del ventennale (2003) si prospetta memorabile. In Europa, dove partecipano per il 4° anno consecutivo e in campionato poi, emergono però problemi di rendimento sul campo di giocatori chiave. Risultato: eliminazione nel girone di qualificazione dell’Eurobowl, e nonostante il 3° Superbowl ottenuto, capitolazione a Civitanova ancora con i pluricampioni Lions Bergamo per 45-0.
Nel 2004 l’obiettivo dei ringiovaniti Dolphins, che avvicendano in panca dopo 8 stagioni coach Luchena con Todd Ferguson, è centrare un buon piazzamento. Invece il team reagisce e centra per la 4° volta consecutiva il Superbowl che sfugge per un soffio, 14-13 il risultato finale per gli storici avversari Lions Bergamo.
Il 2005 è anno di evidenti difficoltà. La squadra si trasferisce a Falconara dove ritrova la serenità giusta e giungere per l’ottava volta alle semifinali scudetto.
Nel 2006 la società si auto-retrocede in A2, dando così la possibilità ai giovani di giocare in un campionato che li faccia crescere.
Nel 2007 si rientra in massima serie, dove la squadra mette in difficoltà tutte le avversarie, seppur perdendo diverse partite.
Nel 2008 parte l’avventura IFL e FIDAF che riporterà il football nel CONI, con i Dolphins protagonisti insieme alle franchigie storiche del football.
Sul campo dopo un brutto 2008, uno straordinario 2009 con l’arrivo di Rocky Pentello e diverse partite vinte all’ultimo secondo, play-off sfiorati e appellativo di “rivelazione dell’anno”.
Il 2010 carico di aspettative è segnato da uno stillicidio di infortuni. Coach Luchena, gioco forza, spinge in campo tutta la giovanile fresca di esordio, ma arida di esperienza. Zero vittorie, e la creazione di un programma futuro.
Il 2011 vede i Dolphins dare spettacolo grazie all’attacco stellare, il migliore d’Italia, guidato da Pentello. La difesa giovane e inesperta non supporta adeguatamente la trazione anteriore del team. L’infortunio degli americani Alexander e Hausler scarica le pile per lo spareggio play-off contro gli Hogs Reggio Emilia. Un 5° posto che comunque premia l’operazione “largo ai giovani” dei marchigiani.
L’obiettivo playoff è centrato nel 2012 con gli USA Pentello, John Pagliaro e Doug Rosnick. La stagione parte con un invidiabile record di 5-1. In corsa sostituito il dimissionario Luchena con Roberto Rotelli, primo allenatore anconetano nella storia dei Dolphins. Playoffs conquistati, in casa dei Warriors Bologna i dorici conducono spesso, capitolando solo per l’infortunio del QB Pentello.
Nel 2013 si festeggiano le 30 stagioni consecutive. Head Coach Rotelli, in attacco Sclafani e Gerbaldi in difesa, giocatori USA Rocky Pentello, Mitch McGrath e Matt Gordon. Inizio in salita, poi un crescendo di vittorie fino ai playoffs, con la miglior difesa d’Italia e il miglior attacco sui lanci. Vittoria al cardiopalma con i Giants Bolzano in casa e in semifinale spettacolo contro i Panthers Parma: Dolphins avanti fino a metà 3° quarto, poi Parma si conferma vincendo semifinale e Superbowl per la 4° volta.
La 31° stagione vede i Dolphins rinnovati nel parco USA (Keith Welch QB e Mike Wallace FS) e guidati dallo stesso staff del 2013. Risultati non altrettanto positivi, una lunga sequela di infortuni e la mancanza nei momenti topici del campionato contro Giaguari e Lions, fa mancare l’accesso ai playoffs, con un 5° posto finale e un bilancio pari tra vittorie e sconfitte.
L’anno 2015 vede tante novità: il nuovo Stadio della Palla Ovale, il nuovo HC Daniel Levy, un nuovo QB Luke Zahradka e per la prima volta ad Ancona un giocatore ex NFL, Nic Harris. Riscossa in campionato, con 8 vinte e 2 perse, e qualificazione ai playoffs, persi 18-6 con i Giants Bolzano dopo aver chiuso in vantaggio il primo tempo per 6-3.
La stagione 2016 vede Roberto Rotelli tornare alla guida dei dorici e 3 nuovi giocatori stranieri in campo: il QB Ryan Kasdorf, il LB Jacob Zilbar e il DB Andrew Bernardini. Per la prima volta nella propria storia, i Dolphins Ancona concludono la stagione regolare senza neanche una sconfitta, centrando la "perfect season" nel girone Sud. L'epilogo ai playoffs però è identico alla stagione precedente: sconfitta per mano dei Giants Bolzano per 13-19, dopo un primo tempo concluso in vantaggio sul 13-7.

Dolphins - 1984