FINS UP CAMP 4, INTERVISTA A GIORGIO LONGHI

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Prosegue la nostra marcia di avvicinamento al Fins Up Camp 4, in programma dall’8 all’ 11 settembre.
L’evento organizzato dalla Dolphins Ancona Academy e dai GLS Dolphins Ancona.
Oggi intervisteremo un autentico veterano del camp, vale a dire Giorgio Longhi, giunto alla terza partecipazione consecutiva.
Longhi, head coach della nazionale under 19, spiegherà ai ragazzi come si diventa atleti degni di ricevere una convocazione in azzurro.
Coach ben ritrovato. «Grazie mille, quest’anno mi fermerò due giorni, giovedì e venerdì. E, come sempre, insegnerò agli iscritti quali caratteristiche fisiche, tattiche e mentali deve avere un ragazzo per diventare convocabile dalla nazionale».
Cambierà qualcosa rispetto agli scorsi anni? «No. Diciamo che avrò una mano maggiore, visto che molti allenatori dei Dolphins fanno parte del mio staff. Senza trascurare che molti dirigenti dorici lo sono pure della under 19 stessa. Casomai adatteremo un po' gli allenamenti alla nuova location dell’Hotel La Ginestra di Montelparo. Ma per il resto tutto resterà invariato e verrà svolto con la massima sicurezza».
La nazionale è sempre importante per un atleta? «Direi di sì. Occorrono visione e stimolo. E quale stimolo maggiore può esserci di quello di sognare di vestire la maglia della propria nazionale. Soprattutto e principalmente proprio quando si è giovani? Credo nessun altro. Ecco perché per me era e resta un traguardo importante a cui ogni giovane praticante deve ambire. Non dimentichiamoci poi che una nazionale, capace di ottenere buoni risultati fa da traino a tutto il movimento».
In conclusione? «In conclusione fa sempre molto piacere lavorare ai Fins Up Camp. Si costruiscono i giocatori dalle fondamenta. Dalle basi. C’è cura e attenzione per ogni minimo dettaglio dei fondamentali. Una cosa impossibile da fare ad esempio ai raduni della nazionale».