INTERVISTA A SIMONE DOMENICHETTI, ALLENATORE DELLA DIFESA DELLA U19

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Dopo più di un ventennio sui campi da football, ha deciso di intraprendere la carriera di allenatore. Partendo dai giovani ragazzi. Per mettere a disposizione dei futuri delfini della prima squadra tutta la sua esperienza e tutti i trucchi del mestiere.
Stiamo parlando di Simone Domenichetti, coach della difesa dei GLS Dolphins Under 19 e tra i protagonisti assoluti della splendida cavalcata dello scorso anno, conclusasi con il titolo di vice campioni d’Italia.
Allora Simone i giovani della under 19 si stanno allenando da un mese. Come giudichi questo inizio dei lavori?
«Giudico questo inizio molto positivo. C’è molto entusiasmo e tanta voglia di far bene, migliorarsi e vincere. L’esperienza mi porta però a dire che tutto questo entusiasmo dovrà poi essere concretizzato in campo in ogni singola partita. Occhio dunque. Dobbiamo restare tutti con i piedi per terra e dare il massimo senza sottovalutare nessun avversario perché nessuno ci regalerà niente».
E il gruppo?
E’ sempre quello della finale scudetto coi Seamen o è cambiato? «Per la gran parte è sempre lo stesso. Vi è qualche innesto di cui magari vi parlerà chi di dovere. Per il resto la gran parte dei ragazzi ha già esordito in prima squadra giocando molte partite di campionato. Il nostro compito, dico di noi allenatori, sarà quello di continuare a far crescere chi già si allena con noi da anni e allo stesso tempo dare il giusto minutaggio anche ai nuovi. Per il bene della u19 e ovviamente per il futuro della prima squadra. Un concetto, quello di investire umanamente sul vivaio, che già hanno espresso Presidente e dirigenti vari nel corso delle intervite e dichiarazioni varie passate».
Ma quanto è difficile e cosa cambia tra l’allenare un giocatore di prima squadra ed uno delle giovanili secondo te?
«Beh il cambiamento c’è ed è sostanziale. I ragazzi sono pieni di entusiasmo ma sono portati a distrarsi e tendono spesso a prendere tutto per gioco. Vanno dunque allenati sotto ogni aspetto possibile. Tecnico, tattico e fisico. Occorre fargli capire che non seguire uno schema chiamato non solo può essere dannoso per l’esito della partita, ma anche e soprattutto per l’incolumità fisica propria e dei propri compagni di squadra. Dunque l’impegno non si esaurisce solo col venire al campo nei giorni di allenamento previsti. Occorre andare in palestra, migliorarsi fisicamente, e studiare gli schemi a casa da soli».
Da qualche giorno si conoscono le avversarie di questa stagione. Come le giudichi?
«E’ un girone molto molto competitivo. I Warriors Bologna erano tra le favorite per la vittoria finale lo scorso anno e lo saranno pure in questa stagione. Gli Hogs Reggio Emilia sono sinonimo di impegno e tradizione. Dunque un avversario sempre tosto. I Red Jackets Sarzana sono per noi una novità. Sono una outsider che studieremo bene perché al momento è la squadra che meno conosciamo non avendola mai affrontata nel passato recente. Non esiste pertanto un avversario che possiamo sottovalutare o prendere sottogamba. Ed è anche giusto e bello così».
Dati questi avversari possiamo ripeterci e giungere in finale anche in questa stagione?
«Sarebbe molto bello riuscirci e ci proveremo. Ma servirà tanto tanto impegno da parte di tutti, una crescita importante e continua di partita in partita e un pizzico di fortuna che ovviamente non guasta mai».