CONOSCIAMO GLI SPECIAL TEAM E IL KICKER CRISTIANO BRANCACCIO

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Col campionato fermo ma gli allenamenti che proseguono senza sosta in vista della sfida contro Uta Pesaro di domenica prossima, possiamo oggi dedicarci ad un reparto particolare del football americano.
Spazio quindi agli special team che in questa stagione sono stati un po’ il fiore all’occhiello dei GLS Dolphins Ancona ed al suo implacabile calciatore, Cristiano Brancaccio.
La parola passa quindi al coach degli special team Loris Aquinati
Loris come è avvenuta questa trasformazione?
«Il grazie va dato tutto a Coach Roberto Rotelli che ha capito l’importanza di questa particolare specialità del football e concede a me ed ai ragazzi diverse fasi dell’allenamento per provare gli schemi per punt, field goal, kick off e kick off return».
I risultati raggiunti sembrano molto buoni.
«Si le statistiche dicono questo. Ma dobbiamo comunque lavorare molto per migliorare, soprattutto nel kick off return. Va comunque detto che senza il punt return di Xavier Mitchell che ci è arrivato dritto dritto in touchdown, le statistiche sarebbero ancora migliori. Ma poche scuse dobbiamo ancora migliorare».
Quali problemi riscontri in generale nell’allenare gli special team?
«Beh, come in tutti gli altri reparti siamo una squadra giovane e quindi manchiamo un pochino di esperienza. In particolare, ad esempio il personal protector nel punt dovrebbe essere un giocatore molto esperto. Inoltre, non siamo numerosi e occorre sempre utilizzare ragazzi che si alternano tra attacco e difesa, col risultato che spesso sono un po’ stanchi e acciaccati. Servirebbero poi fisico e condizione atletica. Qualità difficili da trovare in tutto il panorama del football italiano. Perché terminato di proteggere il punter, ad esempio, occorrerebbe correre dietro al ritornatore… Tuttavia si lavora con ciò che si ha e sono soddisfatto dei miei ragazzi». Loris va avanti. «La situazione non è nemmeno paragonabile a dieci anni fa quando, a esempio, a fare field goal block e punt return era quasi sempre la difesa in campo. Ora si è capita l’importanza di questo reparto e delle sue giocate, che incidono sempre tanto in questo sport. Davvero, ancora grazie a Roberto Rotelli che con la sua mentalità aperta al nuovo ci ha permesso di allenarci con continuità investendo tempo».
E spazio ora al suo protagonista di rilievo, Cristiano Brancaccio. Cristiano, umilissimo, si sorprende nel sentirsi dire che è stato la rivelazione dei Dolphins nel 2018 e chiede di passare oltre così gli chiediamo subito:
Come sei diventato kicker?
«Beh in realtà sarei running back. Nella under 19 che ha raggiunto il superbowl di categoria ho corso oltre 1200 yard. Tuttavia, proprio in under 19 Loris Aquinati ha visto che calciando non me la cavavo per niente male e così ha deciso di promuovermi a kicker. Quest’anno si è ritirato Michele Morichi e il Coach Rotelli ha deciso di darmi fiducia. Lo ringrazio molto di questa opportunità. Spero di continuare a fare il mio dovere migliorandomi di partita in partita».
Te la cavi molto bene sia come kicker che come punter. Sembri sempre in grado di calciare la palla attorno alla end zone avversaria. Come fai?
«Mi resta abbastanza naturale mettere la palla dentro le dieci yard avversarie. Non so perché. Forse sono dotato della giusta forza e potenza nelle gambe. Vengo dal calcio dove ho giocato da portiere, terzino e molti altri ruoli. Forse dipende da quello».
E con i tuoi allenatori come ti trovi?
«Morichi è stupendo sa sempre consigliarmi per il verso giusto. In particolare, mi sono indispensabili i suoi consigli sul timing dei calci e sui loro meccanismi. È come dice lui, calciare deve diventare naturale in ogni occasione, indipendentemente da come mi arriva la palla. Altrimenti gli avversari un modo per contrastarmi lo trovano. Aquinati mi ha scoperto kicker e senza di lui non lo sarei mai diventato. E poi mi è molto utile con mille consigli. Soprattutto se sbaglio mi dice di non abbattermi e prova in ogni maniera a farmi coraggio. Gli devo molto. Moltissimo».
E per il futuro?
«Per il futuro spero di migliorarmi come kicker e se e quando il Coach lo riterrà opportuno mi piacerebbe proseguire anche come running back. Ruolo che comunque continuerò a ricoprire in under 19».
Ed i suoi coach cosa ne pensano di Cristiano?
«E’ un grandissimo ragazzo anzitutto –spiega Michele Morichi, quattro volte miglior kicker della prima divisione- che ascolta ciò che gli si dice ed è molto molto bravo a carpire i segreti del mestiere. Nonostante il tempo sia poco e tiranno lui non spreca un secondo. Apprende e mette in pratica. Se continuerà a crescere ed imparare potrà dare tantissimo ai Dolphins e al football italiano tutto negli anni a venire».
Ed il suo scopritore Aquinati cosa ne pensa?
«L’infortunio capitato a Brian Lorenzi in under 19 mi ha messo nell’obbligo di cercare un kicker valido. Eccome se l’ho trovato. Lui dà retta a me, ma è bravissimo di suo. Oltretutto avere come maestro un certo Michele Morichi vuol dire davvero molto. Il futuro è tutto suo».