PAROLA AGLI IMPORT, TRA CAMPIONI E VOGLIA DI FARE BENE

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Ognuno con le proprie esperienze passate, ognuno con i propri sogni e le proprie motivazioni. Accumunati dall’obiettivo di vincere e fare sempre bene e ripetere se possibile i successi ottenuti da altre parti. Questo in poche parole il riassunto della miscela che americani e oriundo forniranno ai Dolphins Ancona nella stagione 2018.
Ma chi sono questi ragazzi arrivati tre settimane fa nella dorica per mettersi immediatamente a disposizione della squadra? Partiamo dal giocatore che da sempre è il più osservato di tutta la squadra, il quarterback. A lanciare palloni ai ricevitori quest’anno avremo Josh Dean, 26 anni, 1.88 per 98 chili di peso. Formatosi alla Willamette University, è al quarto anno consecutivo in Europa. La prima in Germania a Osnabruck. Poi la doppia vittoria nel campionato svizzero con i Calanda Broncos. Per lui parlano i numeri. In Europa su trentuno partite giocate ne ha perse soltanto tre. «Sono molto ottimista per questa stagione –esordisce Dean- perché ho trovato una struttura straordinaria. Dai giocatori allo staff, l’organizzazione è perfetta come mai avrei creduto. Allenarci tre volte alla settimana secondo me farà la differenza e ci permetterà di fare bene ad ogni partita. Inoltre la città è straordinaria sto facendo un’esperienza culturale unica».
La pensa più o meno alla stessa maniera Fellonte Misher, safety e dunque impiegabile in difesa. «E’ incredibile il livello di organizzazione che ho trovato qui ad Ancona» il ventitreenne proveniente dalla Old Dominion University. «Tutti sono concentrati su un solo obiettivo, migliorarsi ogni volta e dare il meglio in campo. Sono alla prima esperienza in Europa e pertanto non posso che ringraziare i Dolphins per avermi permesso di poter continuare a giocare a football». Alto 1.88 per 98 chili Misher è pronto ad affrontare tutti gli attacchi avversari ed ai tifosi lancia un appello «Venite allo stadio a vederci. Ne varrà la pena. Non vi deluderemo».
Più pratico sia con la lingua italiana che con i nostri modi è Nikolas Suppa, tedesco ma schierabile da oriundo avendo origini italiane, tanto da far parte anche della nostra nazionale. «E’ la mia prima esperienza in Italia e città e squadra mi hanno accolto come un fratello –vuole spiegare il ventitreenne- come uno di loro».«Finalmente posso giocare in Italia, che è una parte di me date le mie origini, dopo le vittorie in Germania con i Schwabisch Hall Unicorns». Dopo aver provato vari ruoli Suppa è esploso come giocatore di fama europea nel ruolo di linebacker. Abilità che gli ha permesso di partecipare a ben due German Bowl, perdendo il primo e vincendo il secondo. Niko è alto 1.78 e pesa 95 chili. Ed ha le idee ben chiare per quel che riguarda il campo che fuori: «Da parte mia posso promettere che in difesa tutti dovranno vedersela con noi. Faremo bene. Ancona è stupenda. Si mangia bene, forse pure troppo. Mi hanno portato a vedere al riviera del Conero e non appena il tempo migliorerà andrò a fare un bel bagno. Non vedo l’ora».
Vale infine la pena di ricordare che da regolamento ad ogni drive potrà partecipare solo un americano mentre non vi sono limiti all’utilizzo dell’oriundo.