STORIA
I Dolphins Ancona nascono nel 1982 su iniziativa di Paolo Pandolfi che insieme ad un gruppo di volenterosi giovani avvia il football nel capoluogo marchigiano. Con il passare dei mesi nuovi giocatori si uniscono al gruppo, ed in breve tempo si arriva a disputare la prima partita amichevole contro e Crabs Pescara il 23 Marzo 1983 vinta dai marchigiani davanti ad un numeroso pubblico.
Nel 1984 i Dolphins, che nel frattempo sono entrati a far parte del Centro Universitario Sportivo, partecipano al campionato nazionale di serie A2 e Pandolfi diventa presidente. A livello tecnico arriva Frank Albani che guida i dorici ai play-off nel 1985.
Il 1986 è l’anno della prima promozione in serie A1 e la squadra, sempre agli ordini di Albani, si fa rispettare arrivando ai play-off scudetto con eliminazione ad opera dei campioni d’Italia in carica Rhinos Milano, dopo una combattutissima partita. In quell’anno i marchigiani vengono battezzati dalla stampa specializzata “Matricole terribili”. Luca Bargilli sostituisce Pandolfi nella carica di presidente.
Il 1988 che doveva rappresentare l’anno della conferma, è invece disastroso per il team dorico che retrocede in A2.
La squadra viene praticamente rifondata ed a dirigerla arriva Marco Pigini. Si sostituiscono allenatori tra i quali ricordiamo l’istrionico Robert Miller, il primo vero grande comunicatore. Per diversi anni fino
al 1993, i Dolphins disputano il campionato di A2, e trovano la promozione in massima serie
nel ‘93. Al termine di quel campionato di A1, i dorici si salvano dalla retrocessione nell’ultima partita pareggio contro i Giaguari Torino.
Nel 1994 la squadra si rafforza con i giocatori provenienti dai dissolti Angels Pesaro, dai Brothers Macerata e da una pattuglia di giocatori dei Crabs Pescara, diventano rappresentativa regionale e si trasformano in Marche Team Dolphins. La stagione si riapre alla grande e per un soffio vengono mancati i play-off.
Nell’anno sucessivo (1995) cambio ai vertici dirigenziali, è la volta dei presidenti Belvederesi e Sargiacomo. Coadiuvati dall’entusiasmo e dalla compattezza di squadra, più che dalla forza fisica, i Dolphins volano in semifinale scudetto per la prima volta nella loro storia. Avversari di turno sono i temibili Frogs Legnano che la spuntano per un punto a 38 secondi dalla fine nella spendida cornice dello stadio Marassi di Genova.
Nel 1996 i Dolphins si fermano al primo turno di play-off. Stagione senza particolare menzione questa se non per il Superbowl che tutta la squadra organizza nella splendida cornice dello stadio Dorico di Ancona.
Nel 1997, con la squadra in alto mare fino a Gennaio, i dorici disputano un campionato travolgente vincendo agevolmente il girone di qualificazione e disputando la semifinale scudetto di nuovo contro i Frogs che eliminano nuovamente i marchigiani. Nuovo cambio ai vertici dirigenziali, è la volta del presidente Carminio Gambacorta.
Nel 1998 dopo una stagione molto al di sotto delle aspettative i Marche Team Dolphins raggiungono la semifinale nelle ultime partite. Vengono eliminati dai Lions Bergamo che si riconfermano Campioni d’Italia.
Stagione di livello mediocre quella del 1999, I Dolphins perdono sei partite di fila e riescono a reagire solo nel finale di stagione, dove addirittura vengono eliminati a colpi di carta bollata al termine di una lunga vicenda che li vede protagonisti assieme ai Cardinals Palermo e al Giudice Sportivo.
Nel 2000 i Dolphins, rinforzati da un manipolo di bolognesi, vogliono prendersi la necessaria rivincita sul campo. La squadra fa il suo esordio internazionale in Champions League. Inizia l’epoca del presidente Antonio Recchi.
La stagione della riscossa arriva immediatamente e nel 2001 , i Marche Team, rinforzati da una pattuglia di giocatori bolognesi, riescono a qualificarsi alla loro seconda partecipazione nel campionato europeo per clubs ai quarti di finale dell’Eurobowl Tournament ma vengono eliminati in Austria ancora dai Vikings Vienna. Sul fronte italiano arrivano a disputare il loro primo Superbowl, dove vengono sconfitti (24-30) dai Lions Bergamo campioni d’Italia e d’Europa in carica, dopo una partita sempre in bilico.
Nella stagione 2002 i Dolphins confermano i risultati della stagione precedente a livello internazionale regolando nel girone di qualificazione europeo a domicilio gli Innsbruck Raiders e i Panthers Praga, e cogliendo il loro primo successo fuori dai confini italiani nel ritorno con gli austriaci. Anche in Golden League i dorici si ripropongono ancora una volta come unici avversari a livello nazionale della corazzata bergamasca e approdano al loro secondo Superbowl, disputato a Bolzano, opposti agli avversari di sempre, i Lions. Ancora una volta gli uomini guidati da coach Luchena mettono alle corde i campioni in carica che riescono a spuntarla per un solo touchdown di differenza, 14-21 il risultato finale. Nuovo avvicendamento ai vertici dirigenziali, sale in cattedra l’attuale presidente Gianluigi Luchena.
La storia narra ancora di una stagione (2003), quella del ventennale, vissuta alla grande dagli adriatici. Si parte a marzo con la mitica Veteran Reunion, 20 anni dopo, voluta ed organizzata dai “senatori” della squadra: Paolo Belvederesi, Roberto Rotelli, Stefano Paolucci e Marco Olivieri riescono a rintracciare la maggior parte dei giocatori che hanno indossato nel tempo la casacca verdearancio, e dalla miscela tra giovani ed anziani scaturisce una serata esplosiva ed indimenticabile in chiaro stile USA. Nella competizione europea, alla quale i Dolphins partecipano per il quarto anno consecutivo e in campionato poi, emergono però alcuni problemi legati al rendimento sul campo di alcuni giocatori chiave dei dorici. Risultato: eliminazione nel girone di qualificazione play off dell’Eurobowl, dopo due quarti di finale centrati negli anni precedenti, e nonostante il terzo piazzamento per il Superbowl d’Italia, ottenuto senza grossi patemi, inattesa capitolazione nella finalissima scudetto, disputata a Civitanova Marche di fronte ad oltre 3000 supporters, ancora con i pluricampioni dei Lions Bergamo 45-0.
Nel 2004 l’obiettivo minimo dei rifondati e ringiovaniti Dolphins, che hanno visto l’avvicendamento in panca dopo otto stagioni consecutive del coach pesarese Gianluigi Luchena con lo statunitense Todd Ferguson, è quello di riuscire a centrare un buon piazzamento per i play-off. Invece succede che il team reagisce di nuovo e centra per la quarta volta consecutiva il Superbowl che sfugge per un soffio, 14-13 il risultato finale a favore degli ormai storici avversari dei Lions Bergamo.
Il 2005 è l’anno in cui le evidenti difficoltà di una pseudo federazione che non supporta più le squadre come dovrebbe, vengono alla luce del sole. La squadra si trasferisce a Falconara dove ritrova impianti di allenamento adeguati e la serenità giusta per poter giungere per l’ottava volta alle semifinali scudetto.
Nel 2006 la società opera una autonoma retrocessione in serie A2, dando così la possibilità ai numerosi giovani di potersi ben integrare con la squadra in un campionato che li possa far comunque crescere.
Nell’anno 2007 si rientra a far parte della massima serie se pur tra mille dubbi, ma la squadra ha un’ottima reazione e disputa un campionato dove mette in difficoltà tutte le avversarie, se pur perdendo diverse partite. Ottime le scelte dei giocatore americani operate dal presidente e staff tecnico tutto italiano proveniente direttamente dal parco degli ex giocatori.
Dolphins Ancona - Giants Bolzano Impianto sportivo Giuliani Torrette di Ancona
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